Contattologia

 

 

Il cheratocono

Il cheratocono è una malattia della cornea, che, spesso , colpisce entrambi gli occhi. Il problema insorge quando la zona centrale della cornea inizia ad incurvarsi e ad assumere una forma di cono irregolare. La curvatura venutasi a creare modifica il potere della cornea stessa e, nel tempo, produce distorsioni delle immagini e visione confusa sia da lontano che da vicino.
Lo strumento più utile per la diagnosi è il topografo che, con una mappa corneale, evidenza le eventuali deformazioni.
Nella fase iniziale il difetto visivo dato dal cheratocono può essere corretto con semplici occhiali; con il progredire della malattia, però, la visione tende a peggiorare: in quei momenti sarà necessario ricorrere a lenti a contatto. 
Nella maggior parte dei casi la correzione con lenti a contatto rigide gas-permeabili fornisce un' ottima visione, ma sarà necessario effettuare controlli frequenti per valutare continuamente l'appoggio della lente stessa sull'occhio.
Uno stato avanzato del cheratocono implica un assottigliamento corneale e, spesso, cicatrici che offuscano la visione; in quei momenti si rende necessario il ricorso ad interventi chirurgici come il trapianto corneale.
Nel 2004 è iniziata, in Italia, la sperimentazione di una tecnica non invasiva denominata Cross Linking Corneale e dal 1° gennaio 2007 questa terapia è stata riconosciuta a livello nazionale.
Il cross linking potrebbe ridurre fortemente la percentuale di pazienti che arrivano al trapianto corneale; fino al 2004 tutte le proposte terapeutiche erano rivolte esclusivamente alla correzione dei difetti rifrattivi (astigmatismo e miopia) secondari alla malattia, questa, invece, è la prima terapia in grado di prevenire la progressione del cheratocono.
Questa nuova tecnica è indicata nei pazienti che si trovano ai primi stadi della malattia, che hanno un buon spessore corneale, una cornea con assenza di opacità e di cicatrici e che, preferibilmente, abbiano dai 14 ai 40 anni di età.
Il cross linking per cheratocono non esclude, in generale, la possibilità di un trapianto corneale, in un secondo tempo, laddove si registrasse una ripresa della malattia.
Il trattamento è, comunque, ripetibile, anche se fino ad oggi non sono noti casi in cui è stato necessario un secondo intervento.

L'ortocheratologia

L'ortocheratologia consiste nella riduzione o eliminazione temporanea di un difetto visivo, attraverso l'applicazione programmata di lenti a contatto. La particolare geometria di queste lenti, detta "inversa", consente ad esse di effettuare una pressione sulla superficie corneale, modificandone leggermente la curvatura e rendendo così meno evidente il difetto visivo.
Le lenti a contatto tradizionali sono disegnate in modo da interferire il meno possibile con la forma della cornea, mentre le lenti per ortocheratologia, sono progettate espressamente allo scopo di modificare il profilo corneale in modo controllato.
Quando la lente per ortocheratologia è nell'occhio si vede bene come con una lente convenzionale; dopo che la lente viene rimossa, la cornea mantiene la forma modificata per un certo periodo in cui si continua a vedere bene anche senza lenti a contatto. Le prime volte l'effetto dura poco per poi stabilizzarsi, nei giorni successivi, per tutto l'arco della giornata.
A seconda del programma di trattamento, le lenti per ortocheratologia possono essere portate alcune ore al giorno; oppure si possono indossare durante il sonno per toglierle al mattino e continuare a vedere bene per tutto il resto della giornata ad occhio nudo.
L'ortocheratologia, soprattutto se eseguita mediante un programma di trattamento notturno, oggi può permettere significativi cambiamenti di stile di vita a persone accuratamente selezionate; essere liberi da ausili ottici per la pratica dello sport, attività professionali e ricreative è un fattore di motivazione che può portare a scegliere questo tipo di trattamento non chirurgico e reversibile.